DOSSIER CUBA - Adolfo Mazzetti amateur photographer

ADOLFO MAZZETTI AMATEUR PHOTOGRAPHER
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DOSSIER CUBA

REPORTAGES
IN ATTESA DI UN VIAGGIO A CUBA
                                    
di Mazzetti Adolfo ©2010
Per un viaggio alternativo visitando i posti storici della "Crisi"



L'OPERAZIONE ALLA BAIA DEI PORCI
(Bahía de Cochinos) Aprile 1961

Il 17 marzo 1960 il Presidente Dwight Eisenhower approva un piano segreto per l'invasione di Cuba, denominato -A Program of Covert Action against the Castro Regime- (Programma per un'azione segreta contro il regime di Castro). Questa operazione, sostenuta da Richard Nixon, allora vicepresidente, aveva lo scopo di rovesciare  Castro ed instaurare un regime che fosse più consono agli interessi americani, e come al solito il tutto doveva accadere senza che gli Stati Uniti vi apparissero in qualche modo. L'operazione fu pianificata da un gruppo di fuoriusciti cubani chiamato 5412. Nel frattempo J.F.Kennedy assume la presidenza degli Stati Uniti, e nel febbraio 1961 ri-autorizza l'operazione, che si risolverà poi con una sonora sconfitta per i mandanti.
L'azione scattò all'alba del 17 aprile e fu effettuata da un gruppo di millequattrocento fra esuli cubani e mercenari, suddivisi in battaglioni di duecento uomini ciascuno denominato "Brigata 2056". Questi arrivarono sia dal mare che dal cielo, mentre alcuni agenti della CIA sovraintendevano, a distanza diplomatica, le varie operazioni.  Castro, che aveva intuito la possibile zona dello sbarco, riuscì a convogliare per tempo diverse unità del proprio esercito. e dopo circa 72 ore gli invasori ripiegarono a "passi lunghi e ben distesi" verso le loro imbarcazioni maledicendo, sembra, il presidente Kennedy.  Contano più di duecento fra morti e dispersi e circa milleduecento vengono fatti prigionieri . I cubani perdono 157 soldati con centinaia di feriti. Le forze militari americane in attesa nel mar dei Caraibi non intervennero. Per le perdite umane ed i danni materiali, Castro chiese un indennizzo al governo americano in cambio della liberazione dei prigionieri. Due mesi dopo Castro propone agli americani uno scambio di detenuti politici ospiti nelle carceri americane e in quelle di alcuni  suoi alleati, ed in numero pari ai soldati prigionieri a Cuba. Gli americani rifiutano la richiesta e a dicembre inviano a titolo d'indennizzo alcune tonnellate di alimentari e medicinali pediatrici per un valore di 54 milioni di dollari. I Prigionieri a Cuba vengono liberati.

Fonti: vedi bibliografia in fondo all'articolo


OPERAZIONE   "MANGUSTA"
(Operation Mongoose) 1961-1962-????

In seguito al fallito tentativo d'invadere Cuba mediante lo sbarco nella Baia dei Porci, J.F. Kennedy (1961-63) ordinò l'avvio di una violenta offensiva "destabilizzatrice" nei confronti dell'isola e che ebbe inizio il 30 novembre 1961. Questa potente organizzazione con base in Florida, aveva a propria disposizione 50 milioni di dollari l'anno e 2500 dipendenti, di cui 500 americani e 2000 fra profughi cubani e altri simpatizzanti. Fu un'operazione completamente illegale, poiché, anche senza scomodare le leggi internazionali, la CIA non poteva (e non può) operare sul territorio degli Stati Uniti.
I compiti previsti dalla "Mangusta", come venne denominata l'operazione, erano fra le altre cose la distruzione di impianti industriali, l'affondamento di pescherecci, l'abbattimento di aerei, attentati agli alberghi, e ovviamente rovesciare il regime cubano. A questo proposito, il piano presentato dal responsabile dell'Operazione Mangusta Edward Landsale, prevedeva << una rivolta totale con conseguente caduta del regime comunista>>, e nella sua conclusione era previsto l'intervento militare americano. Esistono poi anche prove sulla preparazione di almeno otto attentati alla vita di Castro. (un tentativo si svolse proprio il giorno dell'attentato a Kennedy). Nel febbraio del 1962 fu approvato un altro piano ben più agguerrito del precedente, che prevedeva la ricerca di un "casus belli", ricorrendo  a <<operazioni segrete per indurre Castro o un suo sottoposto ad una reazione ostile agli Stati Uniti, così da fornire il pretesto non soltanto per giustificare rappresaglie contro Castro, ma anche di poterlo rovesciare immediatamente in modo energico e determinato>>. In marzo dello stesso anno poi, lo Stato Maggiore americano inviò a McNamara dei <<pretesti utili a giustificare un intervento militare degli Stati Uniti nell'isola>>. Tutto ciò sarebbe scattato nel caso che la popolazione non si fosse sollevata in toto e comunque prima  che Cuba stabilisse relazioni diplomatiche con i Russi. A proposito, uno dei "pretesti utili", era di far esplodere una nave nella baia di Guantanamo (simulando l'affondamento della corazzata Maine). In seguito la stampa americana avrebbe diffuso l'elenco delle vittime tale da <<scatenare un'ondata di indignazione>> etc. etc. Molti altri "pretesti" ugualmente efficaci non furono per fortuna mai attuati, ma in agosto gli attentati nell'isola aumentarono significativamente: un hotel sulla costa nord fu mitragliato col "pretesto" che ospitasse incontri fra militari russi e cubani. Vi furono molte vittime sia russe che cubane. Tonnellate di zucchero furono contaminate, attentati anche a mercantili inglesi e cubani. Tutti questi atti terroristici, erano pianificati e poi effettuati da esuli cubani in Florida, liberi e protetti dalla CIA.
Queste notizie divennero di pubblico dominio nel 1975 grazie alla commissione senatoriale Church, e altre si scoprirono in seguito ad approfondite inchieste giornalistiche. L'operazione Mangusta proseguì sicuramente per tutti gli anni settanta, e non si sa se sia ancora in corso. Anche Nixon, eletto nel 1969 ordinò alla CIA di intensificare le azioni contro Cuba. Grazie alla legge americana sulla libertà d'informazione (Freedom of information Act - FOIA), è stata resa pubblica un'altra parte di questa infelice operazione, che nel 1962 ha portato il mondo intero sull'orlo del famoso baratro: la crisi dei missili di Cuba.

Fonti: vedi bibliografia in fondo all'articolo


CRISI DEI MISSILI DI CUBA
Ottobre 1962

Si è trattato del più drammatico confronto della guerra fredda tra USA e URSS a causa dei missili sovietici installati a Cuba. Contrariamente a quanto si pensava, i cubani non erano manovrati o plagiati dai russi, bensì seguivano piani operativi completamente diversi. Gli Stati Uniti avevano un piano d'invasione previsto per l'ottobre 1962, e la "Task Force" preposta era già in movimento prima dello scoppio della crisi. (Rivelazioni a seguito della Freedom of Information Act). I russi ed i cubani erano da tempo a conoscenza di questa operazione, e fu probabilmente ciò a determinare quest'ultimi ad accettare i missili nel proprio Paese. Ma Kennedy non lo voleva assolutamente. Secondo Fidel Castro, nel 1962 a Cuba vi erano 42000 soldati sovietici, e circa 36 missili strategici, il cui utilizzo era facoltà del generale russo a capo dell'operazione, e che in determinate circostanze poteva decidere un intervento senza consultare Mosca. Sempre secondo Castro i missili furono individuati dagli americani fra il 14 e il 15 ottobre col famoso volo dell'U2 che fotografò delle rampe di lancio in costruzione, ma fu il colonnello sovietico Oleg Penkovskjj a fornire l'esatta ubicazione dei siti di lancio agli americani, i quali poi mandarono l'U2. E….la crisi ebbe inizio. Il giorno 19 Kennedy consulta lo Stato Maggiore delle Forze Armate, il quale gli consiglia di bombardare massicciamente Cuba. Il giorno dopo su suggerimento del segretario della Difesa McNamara, il Presidente ordina il blocco navale dell'isola utilizzando 175 navi da guerra, 8 portaerei e 40.000 marines imbarcati. Sulle coste della Florida  579 aerei e 5 divisioni aviotrasportate sono pronte ad intervenire. Tutto questo succedeva all'insaputa dell'opinione pubblica americana e mondiale.



Il presidente Kennedy autorizza la quarantena navale su Cuba



Fu il giorno 22 ottobre che Kennedy alle sette di sera parlò in televisione e in diretta su tutti i canali, informando così il mondo che era sull'orlo di una guerra nucleare. Il colonnello Penkovskjj fu arrestato dai suoi, i quali perciò sapevano che gli americani erano a conoscenza di tutte le informazioni sui missili. In accordo coi cubani, i russi decisero di accelerare la costruzione delle rampe per gli SS-4. Lavorando senza sosta giorno e notte, il giorno 21 ben venti rampe erano pronte. Ormai non potevano più essere distrutte se non con una guerra nucleare che avrebbe causato danni immensi anche agli Stati Uniti. Il 23 ottobre Castro per televisione avvisa i cubani dell'imminente invasione e mobilita tutta la popolazione. La tensione era al massimo. Su richiesta dei cubani i russi accettano di sparare sugli aerei americani che sorvolano a bassa quota il territorio cubano, e fu così che venne abbattuto il giorno 27 ottobre un aereo spia U2, il cui pilota Rudolph Anderson morì. Le dita erano ormai sui bottoni. Castro era talmente determinato a difendere il proprio paese da correre il rischio di una guerra nucleare e Kennedy per altri ovvi motivi anche. E i russi?  I russi evidentemente no. Quando la tensione fu al carico di rottura Kruscev fece una proposta agli Stati Uniti: avrebbero ritirato i missili da Cuba se gli americani avessero fatto altrettanto con i loro Juppiter dalla Turchia e la promessa che non avrebbero più tentato di invadere Cuba. Kennedy accettò il compromesso. Tutto ciò senza avvisare né consultare i cubani. A questo punto i russi cercarono di riprendere il controllo dei missili per onorare gli impegni presi con gli Stati Uniti, ma i cubani si rifiutarono di restituirli perché non erano convinti della buona fede degli americani. E come si è visto, non a torto. Oltre a tutto Castro era convinto che se avesse potuto partecipare alle trattative avrebbe ottenuto molto di più: la base navale di Guantanamo sarebbe stata restituita ai legittimi proprietari ed i voli degli aerei spia ad alta quota sarebbero cessati. Anche l'embargo poteva esser tolto. Castro era convinto di questo, perchè nessuno avrebbe combattuto una guerra mondiale per così poco. Agli inizi di novembre si arrivò quasi ad uno scontro armato fra i russi ed i cubani per stabilire chi doveva avere il definitivo controllo dei missili. La tensione era molto alta e di imprevedibile soluzione, quando si rifecero vivi quelli di Mangusta, facendo saltare in aria uno stabilimento a Cuba. Secondo fonti cubane nell'esplosione morirono circa 400 persone. Per fortuna di tutti i cubani non reagirono. Ma le relazioni con i russi si deteriorarono e per molti anni.
Altre rivelazioni inquietanti e sorprendenti sono venute alla luce in seguito alle declassificazioni di documenti segreti. Ad esempio gli americani, intesi come popolo, non erano assolutamente a conoscenza  dei piani d'invasione di Cuba, e nemmeno una parte consistente del governo americano. Solo i massimi livelli del potere lo sapevano. Ed inoltre l'allora capo delle forze aeree, il generale Thomas Power, il giorno 24 ottobre 1962, ordinò di portare il livello di allarme per la sicurezza nazionale al livello appena sotto il massimo, il 2 su 5, ove il 5 corrisponde a "nessun pericolo", e all'1 si entra in azione, gli aerei del comando strategico si dirigono sui loro obiettivi carichi di armi nucleari. Il livello 2 significa essere pronti ad entrare in azione. Tutto ciò senza consultare e senza informare Washington e nemmeno il ministro della difesa e proprio nel momento più critico della crisi. I russi invece lo vennero a sapere subito. Quando s'innalza il livello d'allarme, tutto il sistema si muove, e tutte le maggiori potenze lo vedono. I russi lo videro ma non reagirono. Se lo avessero fatto probabilmente Kennedy avrebbe fatto lanciare i missili. Alcuni ne sono covinti. In tutta questa vicenda i russi si comportarono sempre in modo passivo, non reagirono mai energicamente perché avevano paura. Gli americani possedevano un'enorme superiorità bellica, pensavano di poter liquidare i russi facilmente e senza problemi, e questi lo sapevano bene. Sembra che il generale Power fece quello che ha fatto solo come atto di disprezzo nei confronti dei russi. Rassicurante!

Fonti: vedi bibliografia in fondo all'articolo






Novembre 1962: veduta aerea di un sito missilistico a Cuba  e basi militari sovietiche a Cuba.


UNA RIVOLUZIONARIA AMICIZIA
di Gianni Bolsieri

Nella storica intervista rilasciata nel 1987 al bravo giornalista Gianni Minà, un loquace Fidel Castro raccontò fatti e più intimi pensieri riguardanti l'amico argentino Che Guevara, scomparso vent'anni prima. Il leader cubano confessò anche la fatica che gli costava accettare l'idea della morte di un amico come il Che, del quale continuava a sentirne una sorta di presenza persistente. Bisogna credere alla tenerezza di quelle confidenze perchè perdere un fraterno amico è effettivamente difficile da accettare. Si potrebbe immaginare che l'uccisione del non ancora quarantenne Che Guevara rappresenti nella vicenda personale e rivoluzionaria di Fidel Castro, la vera conseguenza fallimentare. Ernesto Guevara de la Serna e Fidel Castro Ruz, dopo il loro primo incontro messicano del 1955, rimasero praticamente insieme fino al 1966, quando il Che lasciò Cuba, rinunciando a gradi e incarichi, per intraprendere un'altra avventura rivoluzionaria in Bolivia che si rivelò, invece, il contesto della sua tragica fine. E' facile calcolare come l'amicizia rivoluzionaria fra i due uomini si concretizzò per poco più di un decennio delle rispettive esistenze. Forse troppo brevemente, comunque per un tratto di vita condiviso e accomunato da quegli avvenimenti straordinari che sono già consegnati alla Storia. Mi piace pensare che il Che, prostrato nelle sue ultime ore amare nelle grinfie dell'odiato nemico, abbia dedicato un pensiero speciale, quello promesso, proprio al suo caro amico rivoluzionario Fidel e che quest'ultimo conservi anche oggi parole di immutato affetto per il Che, l'uomo, il combattente, il poeta, l'amico fraterno. Per un guerrigliero generoso, la morte è sempre possibile e anzi naturale e per uno come il Che rappresentò il culmine del suo grido di lotta contro l'imperialismo yankee. Una voce che ha dimostrato che a volte una rivoluzione diventa possibile.
Gianni Bolsieri - agosto 2010.



Ernesto e Fidel




LA QUESTIONE DI GUANTANAMO
Perchè è americana?

Al termine della guerra Ispano - Cubana del 1898, gli Stati Uniti sostituirono Madrid nel ruolo di potenza coloniale occupando militarmente Cuba. Per porre fine all'occupazione e quindi ritirare le sue truppe, gli Usa imposero all'Assemblea Costituente Cubana il famoso, o meglio, il famigerato Emendamento Platt. Questo era un accordo voluto dal Congresso americano che fu aggiunto forzatamente alla Costituzione Cubana nel 1901. Se l'Avana si fosse rifiutata di ratificare tale emendamento, gli americani non se ne sarebbero mai andati dall'isola.
L'Emendamento Platt fu abrogato nel 1934, ma fu sostituito dal Trattato di Reciprocità fra Cuba e gli Stati UniSTORIA DI CUBA MA….MOLTO IN BREVE
La conquista

ti. Di fatto annullava l'Emendamento Platt, ma imponeva che la base navale di Guantanamo rimanesse sotto il controllo e dominio degli americani, finchè le due parti decidessero di "comune" accordo di terminarlo. (cioè mai. ndr). Così è ancora oggi.

Emendamento Platt: imponeva a Cuba una specie di protettorato, che fra le altre cose prevedeva il diritto di intervento militare nell'isola. la possibilità di installare basi navali, e una serie di limitazioni alla sua politica estera. Bel 1903 gli Stati Uniti stabilirono a Cuba la base navale di Guantànamo e negli anni successivi intervennero più volte nell'isola.

Fonti: vedi bibliografia in fondo all'articolo





STORIA DI CUBA MA….MOLTO IN BREVE
La conquista

Cuba, 28 ottobre 1492: dalla spiaggia dell'odierna Bahia Bariay alcuni indios Tainos in preda ad un'euforica agitazione, indicano degli strani marchingegni che galleggiano al largo della costa e che si dirigono verso di loro. Avvisano subito i villaggi vicini affinché accolgano quegli strani ometti barbuti e vestiti di lucido metallo con tutti gli onori del caso.
L' incubo  ha così inizio. Ma loro ancora non lo sanno ….. quell' incubo così pregnante e insistente nella loro cultura, di una fine improvvisa, tragica, violenta. Ma Cristobal Colon (Cristoforo Colombo) non è tra loro, è rimasto a bordo. Agli indios è stata negata la personificazione  del male, almeno per il momento.
I Tainos erano un'etnia proveniente dalle coste del Sud America. Discendenti degli Araucani, un bel giorno decisero d'infilarsi nelle loro canoe, e dalla conca dell'Orinoco risalirono sempre più a nord fino ad eleggere domicilio in quasi tutta l'area caraibica.
Altre due etnie condividevano detto territorio: i Caribe ed i Ciboney. Quest'ultimi anche se di livello culturale inferiore furono i primi ad arrivare in loco, mentre i Caribe, compaesani dei Tainos e loro acerrimi nemici, furono gli ultimi. (Che li abbiano seguiti per rompergli le balle? Mah!).
In questo periodo sull'isola di Cuba vivevano circa centomila indios, per la maggior parte dell' etnia Taino. Dopo l'arrivo di Colombo l'incubo si trasforma poco a poco in Apocalisse. Il nostro genovese si può considerare il primo "occidentale" a convincere i "selvaggi" a lavorare gratis (schiavitù?), obbligandoli a consegnare oro e cotone in cambio di…..miseria e malattie. Poi quando Cristoforo se ne andò, vennero affidati ai nuovi coloni, che naturalmente imitarono il loro "capo". Tutto ciò portò negli indios un'implosione demografica con conseguente estinzione. Più o meno la stessa fine di milioni e milioni di indios americani, dal Canada fino alla Terra del Fuoco.
Valladolid 20 maggio 1506: Colombo muore. Le sue spoglie vengono trasferite a Santo Domingo nel 1536, poi a Cuba nel 1796, e quindi a Siviglia nel 1898.
Nel 1508 un certo Sebastiano Ocampo impiega sette mesi per dimostrare che Cuba è un'isola. Evidentemente non aveva fretta. Il figlio di Colombo, Diego, governatore di Hispaniola, nel 1511 affida al capitano Velasquez il compito di conquistare Cuba, trovare oro, convertire gli indios e costruire centri abitati. Con trecento soldati, fra cui Cortes, sbarca sulla costa sud orientale dell'isola, a Palmas. Inizia così la vera e propria strage… ops volevo dire Conquista di Cuba, che terminerà nel 1514.
Morale: mai accogliere l'uomo bianco con fiori e frutta.
In questo periodo nasce il primo ribelle, la prima figura eroica di Cuba. Un capo tribù tainos, Hatuey, che nel 1511 oppone una fortissima resistenza ai conquistadores. Torturato non si sottomette, e il frate Bartolomè de Las Casas racconta che in fin di vita rifiuta il battesimo per non andare in Paradiso perché temeva di incontrare spagnoli anche lì. Bruciato vivo, le sue ceneri furono sparse al vento. Ma non fu un caso isolato.
Nel 1522 dei centomila indios che, come dicevo,  abitavano l'isola all'arrivo di Colombo, ne rimanevano a mala pena  cinquemila  e dieci anni dopo quando si concesse loro la libertà i sopravvissuti erano circa duemila; in poco più di vent'anni il 98% della popolazione autoctona era scomparsa…..fiori….e…frutta……
Nel frattempo (1513), vista la carenza di indios, s'introducono i primi quattro neri. Nascono anche le prime città: Baracoa 1512, San Salvador de Bayamo 1513, Santissima Trinidad 1514, San Cristobal de la Habana 1514, Sancti Spiritus 1514, Santa Maria del Puerto del Principe 1515, (odierna Camaguey) e sempre nel 1515 Santiago de Cuba, poi capitale dell'isola. Quindi nasce l'Avana nel 1517, sembra dopo un trasferimento dalla costa meridionale. In seguito alle nuove scoperte del Messico e del Perù, con spedizioni che fra l'altro partirono da Cuba, si arrivò allo spopolamento dell'isola. Ai pochi indios sopravvissuti si aggiungevano seicento spagnoli.

La pirateria

Fra la prima metà del XVI secolo e la prima metà del XVII, si sviluppò  nel mar dei Carabi la famosa pirateria. Cuba sopravvisse ad essa sopportandola con le proprie forze e resistendo per ottant'anni agli attacchi delle potenze straniere. In questo periodo nell'isola arrivarono dall'Africa circa 30.000 neri per impiegarli nelle aziende. Divisa in due province (Avana e Santiago de Cuba), vi erano ora 60.000 abitanti (anno 1607). Siamo ai prodromi della nazionalità cubana. E' anche il periodo ove si distinguono i criollos, figli degli spagnoli nati in Cuba, ed i peninsulares, gli spagnoli che arrivano dall'Europa.
Le principali produzioni sono la Canna da zucchero e il Tabacco. Quest'ultimo era uno dei prodotti più richiesti dal mercato europeo, ed i Borboni non persero l'occasione di imporne il monopolio (1717). Di conseguenza chi ti arriva nel 1762? Gli Inglesi. Con loro giunsero 21000 colpi di cannone,  la massoneria, la dottrina luterana e calvinista, l'abolizione del monopolio sul tabacco, la libertà di commercio e poco più di 5000 nuovi schiavi neri con un bilancio finale di circa 10.000 morti. Il tutto in undici mesi di occupazione. Poi la pace di Versailles (trattato di Parigi del 1763) che restituì tutto alla Spagna in cambio della Florida, che divenne inglese. Grazie all'eredità inglese Cuba diventa il primo produttore mondiale di zucchero. Nel 1767 i Gesuiti sono espulsi dall'isola. Nel 1768 viene alla luce la prima piantagione di caffè e nel 1776 gli Stati Uniti stilano la loro Dichiarazione d'Indipendenza.
Iniziano le prime opere pubbliche e importantissimo il primo censimento della popolazione. Nell'ultimo decennio del XVIII secolo il fermento a Cuba era notevole, 17 milioni di dollari il bilancio commerciale annuo, 40 scuole, bagni pubblici, strade su cui transitavano oltre 2000 carrozze, biblioteca pubblica e giornali.  Ora vi erano poco più di 200.000 neri africani.
Nel 18oo Cuba contava 320.000 abitanti.


Il XIX secolo

Agli inizi del secolo la Spagna era ancora in guerra con l'Inghilterra e, finita questa, fu invasa dalla Francia napoleonica. Il re spagnolo Ferdinando VII fu imprigionato nel 1808 agitando così le acque indipendentiste delle colonie americane. I patrioti di Messico, Venezuela, Colombia, Argentina e Cile nel 1823 riuscirono finalmente nei loro intenti autonomisti. E Cuba? E' troppo presto. Troppi schiavi che potrebbero approfittarne per ribellarsi come ad Haiti ed i creoli che sono indecisi se annettersi agli Stati Uniti, potenza emergente e schiavista, o cercare una certa indipendenza da Madrid, e che non vanno molto d'accordo con i peninsulares che appoggiano apertamente la Spagna. In questo periodo Cuba diventa la base spagnola per tentare di riconquistare le colonie perdute. L'isola si riempie di migliaia di soldati, ed il controllo è serratissimo soprattutto nei confronti degli USA che già assaporavano l'idea di aggiornare la loro bandiera. Ma ormai il virus dell'influenza indipendentista si è già irradiato nel sistema nervoso dei cubani. Iniziano così cospirazioni politiche e massoniche, società segrete, le prime impiccagioni, i primi martiri, i poeti cospiratori, i primi esuli. E' in questo periodo che viene introdotta la coltivazione del tabacco. Forse perché un vero rivoluzionario non può lottare senza il suo sigaro. Verso la metà del secolo gli Stati Uniti iniziano le offerte in denaro per acquistare Cuba. 50 mln di $ nel 1848, 120 mln nel 1857, molti di più nel 1859 e sempre rifiutate. E tutti i moti vengono stroncati.
Ma il terreno di coltura ove il virus si nutre è sempre più fertile. Nel mondo la Spagna non gode simpatie particolari, e gli errori commessi internazionalmente le porteranno conti salati. Il futuro presidente americano Grant non dimenticherà certo l'appoggio spagnolo ai secessionisti, così come i messicani non dimenticheranno l'appoggio spagnolo ai francesi invasori. Pure le intollerabili tasse a carico dei cubani non furono certo un oppotuno calmiere. L'abolizione della schiavitù era ormai internazionalmente richiesta, e la Spagna ne rimaneva indifferente e sorda.

Prima guerra d'indipendenza (1868-1878)

I tempi sono maturi o quasi. La prima fase cospirativa può avviarsi. Siamo nel 1867. Le regioni occidentali di Cuba, più ricche e legate all'economia spagnola, sono restie all'intento irredentista. E questo è uno degli innumerevoli problemi che si trovano a dover affrontare le prime figure rilevanti della rivolta. Disaccordi interni, delazioni, scarsità di armi e reclutamenti. Finalmente nel 1868 si parte. Carlos Manuel de Cespedes, laureatosi in legge a Madrid, diventa di fatto il leader della rivoluzione iniziata il 10 di ottobre. Il giorno 20 conquista la città di Bayamo ottenendo il comando supremo del governo provvisorio orientale e il grado di capitano generale dell'esercito liberatore. Questa di Bayamo si rivela una conquista fondamentale per la rivoluzione stessa, in quanto a seguito di ciò migliaia di cubani bianchi, neri e mulatti aderiscono in massa al movimento indipendentista contribuendo sensibilmente all'unità popolare dell'isola.
Fu qui che Perucho Figuerdo compose i versi dell' "Inno di Bayamo" adattandoli ad una vecchia melodia popolare e che oggi costituiscono l'inno della Repubblica di Cuba. Gli avvenimenti si susseguono con alti e bassi ,  vittorie e sconfitte, sostituzioni di comandi, difficoltà negli approvvigionamenti oltremodo ostacolati dagli USA, da sempre ostili alla rivoluzione. Quest'ultima però non aveva uno svolgimento uniforme nell'isola, le differenze fra la zona orientale e centrale erano notevoli, non solo per la quantità di forze in campo, ma soprattutto per la conduzione strategica delle operazioni militari. Tutti i protagonisti ne erano perfettamente a conoscenza, tanto che si riunirono a Guaimaro (era il 1869) per creare un direttivo unico e per gettare le basi per la creazione di una Costituzione repubblicana. Da parte spagnola le cose non andavano meglio. I successi degli insorti, forse perché sottovalutati, comportano sostituzioni a ritmo di "salsa" dei Governatori di Cuba. Uno di questi, Candido Pieltain, ottiene nel 1873 corposi rinforzi dalla Spagna: 54.000 soldati, 42 cannoni e 2000 cavalli. Se considerate che i rivoluzionari contavano circa  4000 unità……
Le battaglie continuano sempre più cruente e gli uomini cadono a centinaia in entrambi i versanti. Nel febbraio del 1874  C.M. de Cespedes muore in combattimento nel suo accampamento, attaccato dagli spagnoli grazie ad una spiata di un non meglio identificato Ramon Chaquè. Gli eventi si trascinano senza portare alcuna conclusione positiva e rendendo ormai evidente un declino dello spirito rivoluzionario. Il 9 febbraio 1878 si chiedono agli spagnoli i termini per un cessate il fuoco. La maggioranza dei capi insorti firmano il "Patto di pace di Zanjon" ottenendo solo una minima parte delle richieste avanzate. Nei  mesi successivi caratterizzati da alcune vicende turbolente, vengono definiti i particolari per porre fine definitivamente a qualsiasi ostilità. Gli "irriducibili" grazie ad un salvacondotto spagnolo si ritirano in Giamaica, e un'amnistia generale conclude ufficialmente una rivoluzione durata ben dieci anni. Siamo al giugno del 1878.

Continua……..

Fonti: vedi bibliografia in fondo all'articolo


CURIOSITA' :

 a) Nikita Kruscev racconta che, dopo la presa di potere di Castro a Cuba, gli americani interruppero i rifornimenti di prodotti petroliferi all'isola. Fidel fu costretto così a rivolgersi ai russi per un aiuto. La vita a Cuba stava per giungere al collasso, e l'invio massiccio di prodotti petroliferi era urgente ed indispensabile. Ma i russi a quel tempo difettavano di navi cisterna d'alto mare e si rivolsero all'Italia per comprarle. Quando il governo italiano acconsentì, << si verificò un acuto conflitto fra l'Italia stessa e l'America. Gli americani accusarono gli italiani di violare lo spirito di solidarietà dei loro alleati capitalisti…… >>.

  b)  Secondo Michael Moore, la CIA (Central Intelligence Agency), nel 1971 lanciò su Cuba germi di febbre suina africana, costringendo i cubani a sopprimere 500.000 maiali.                                                                                

                                                                                                                                                                     - da Latinoamerica n. 100 2007 pag. 145 -


  c) Il Pirata era colui che rubava, rapinava, saccheggiava per conto proprio, un vero indipendente. Il Corsaro invece "lavorava" per conto terzi, era cioè finanziato da uno Stato in guerra per recare il massimo danno al suo nemico, fino al trattato di pace (ma anche oltre). I Bucanieri erano un fenomeno tipicamente americano, e venivano così chiamati perché usavano cuocere il proprio cibo su di una graticola chiamata "boucan". La loro prima apparizione si ebbe nel 1633 sull'isola di Hispaniola, e molti divennero pirati, ribelli senza patria. I Filibustieri erano bucanieri di origine inglese, chiamati freebooters (saccheggiatori),  in francese filibustiers e in italiano filibustieri. Il loro rifugio  era l'isola di Tortuga.

  d) La famosa dottrina Monroe (James Monroe 1758-1831 e 5° presidente degli Stati Uniti), concepita in seguito ai negoziati fra americani e russi riguardanti la costa occidentale del nord america, "consiglia" alle potenze europee di stare alla larga dal continente americano, molto alla larga. Qualsiasi velleità di nuove conquiste avrebbe inevitabilmente minato la pace e la sicurezza dell'emisfero occidentale. (Giù le mani dal mio cortile! o lo Zio Sam s'inc…si arrabbia).

  e) Nel suo disco del 2003 "Domani", il musicista Mauro Pagani dedicò una toccante canzone di ambientazione cubana a "les enfants de Chernobyl". Questo curioso legame Ucraina-Cuba rappresenta un viaggio alternativo la cui meta è Tarara, una località a pochi chilometri dalla capitale cubana, dove vengono ospitate le vittime della catastrofe di Chernobyl del 1986. Di alternativo questa volta c'è un concreto progetto oramai ventennale che porta gratuitamente in questo luogo dal clima favorevole migliaia di bambini ucraini malati a causa delle radiazioni nucleari, che così possono beneficiare delle cure dei medici di Castro, a riprova della bontà di un sistema sanitario che si è sviluppato nonostante il durissimo embargo economico imposto ingiustamente dagli Stati Uniti. Tarara: un nome facile da ricordare che con la sua musicalità aiuta a non dimenticare una tragedia che non dovrà ripetersi mai più.  (Gianni Bolsieri)

  f) Il Comandante Ernesto Guevara detto il "Che", è stato vendicato. Parola di Monika Ertl. Era il 1971. Bavarese di nascita, classe 1937, dopo la seconda guerra mondiale emigra col padre nazista in Bolivia  perchè collaboratore della regista di Hitler Leni Riefenstahl. Appena può si unisce alla guerriglia boliviana col nome di Imilla. Il Colonnello dei Servizi Segreti boliviani Roberto Quintanilla Pereira viene abbattuto nella sede Amburghese dell'Ambasciata Boliviana in Germania, ove era stato inviato prudenzialmente. Tre colpi di pistola, fornitale dall'italiano Giangiacomo Feltrinelli, gli disegnano sul petto una V di Vittoria, ponendo fine all'infamia di Quintanilla, in qualche modo implicato nell'amputazione delle mani al cadavere del Che, per una identificazione postuma.
Per chi volesse saperne di più, si legga il libro:  LA RAGAZZA CHE VENDICO' CHE GUEVARA di Schreiber Juergen, Nutrimenti, pp 398.


Bibliografia su Cuba:

Chomsky Noam - Capire il potere - Marco Tropea 2002
Nikita S. Kruscev - Kruscev ricorda - Sugar Editore 1970
Cmnlaudia Furiati - La storia mi assolverà (vita di Fidel Castro-una biografia consentita) - NET 2001
Claudio Izquierdo Funcia, Francesco Vespoli - Storia di Cuba, isola di ribelli - Argo 2006
Ignacio Ramonet - Fidel Castro - Autobiografia a due voci - Mondatori 2007
Gianni Minà - Politicamente scorretto - Sperling & Kupfer 2007
Salim Lamrani - Fidel Castro, Cuba, gli Stati Uniti - Sperling & Kupfer 2007
Salim Lamrani - Il terrorismo degli Stati Uniti contro Cuba - Sperling Paperback 2007
Richard W. Gott - Storia di Cuba - Oscar Mondadori Storia 2008




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